Sarà un caso, ma da quando Vincenzo De Luca è diventato commissario della Sanità campana, sembra che le cose peggiorino giorno per giorno, se possibile.
La scorsa settimana
ha convocato a palazzo Santa Lucia i direttori e gli amministratori delle Asl e
degli ospedali in Regione.
Ha chiesto tabelle
alla mano, conto di ogni parto cesareo avvenuto nelle cliniche o strutture
pubbliche, di interventi sulle fratture del femore, i risultati della medicina
veterinaria, assistenza ai disabili o pagamenti ai fornitori:
ha voluto sapere
ogni minima componente gestionale per poter evidentemente, tagliare qui e là, e
ottenere un risparmio da utilizzare diversamente...?
La voglia insana
della maga Morgante, di trasferire l'Asl di città ai Pennini
solo per risparmiare, non ci convince molto, visto che avrebbe potuto
utilizzare il Moscati di Viale Italia, e anche se la struttura come conferma il
Dg Percopo, è molto grande, niente avrebbe impedito di sfruttarne solo una
parte considerata la sua modularità.
Però qualcuno ci
racconta che ha due piani in difformità ed è per lo più fatiscente, anzi
pericolosa, ma non toglie che la spesa per la ristrutturazione o
l'abbattimento, sarebbe comunque intelligente, considerati i fabbricati nuovi e
mai utilizzati, che potrebbero servire alla bisogna.
Ma il disegno è
chiaro ormai, data l'assoluta assenza cerebrale a ogni domanda, di Maria
Morgante, che sia parte di un progetto (?) ad ampio respiro, a cui De Mita avrà assentito.
E così ogni
dirigente regionale che il governatore ha voluto, non deve far altro che
mettere in atto sul territorio il programma.
E allora chi ci
scrive della condizione dell'Asl, diritto alla salute o di devianze dalla
missione, si ritrova improvvisamente catapultato nella casella riservata ai
sognatori.
![]() |
| San Giuseppe Moscati |
|
|
E se la città
ospedaliera intitolata a un santo oggi si trovi in sofferenza, non possiamo dare la colpa al solito
incrocio astrale mal riuscito, ma al fatto che di santi in questo momento
all'orizzonte non se ne vedano.
La parola d'ordine
da rispettare, è palese, risparmiare a ogni costo, anche sulla pelle della
gente, anzi, specialmente sulla salute.
Quindi
l'accorpamento dei due centri ospedalieri, Sant'Angelo e Avellino, non è una
scelta finalizzata al miglioramento di un servizio, ma solo a fare cassa.
Il pronto soccorso del Moscati per esempio, nota dolente da
sempre:
ci era stato spiegato che se l'Asl avesse funzionato nel proprio ruolo
di prevenzione, compresa l'attività ambulatoriale, magicamente il reparto,
oberato dal lavoro di prima assistenza, ne avrebbe beneficiato.
Purtroppo se non si
provvede a dotarlo del giusto numero di operatori, vedremo sempre le solite
scene da terzo mondo.
La gente entra la
mattina e ci resta anche per un intervento da nulla fino a sera inoltrata.
La genialata e non sappiamo chi l'abbia partorita
inizialmente, sta nello spostare tutti i medici degli altri reparti al pronto
soccorso:
un racconto vero, o
una bugia per inasprire gli animi..?
I medici sono
incazzati come bisce, perché a quanto pare, la baronia di questi signori in
camice bianco e stetoscopio appeso, non gli consente di scendere scale.
Finire al pronto
soccorso anche per una consulenza, diventa disonorevole.
E proprio le
consulenze, ci confidano, sono una, se non la prima e fondamentale ragione, dei
tempi di permanenza sul lettino, impedendo ad altri sfortunati di accedervi.
Siamo un pò stufi
di come si continui ad approfittare della povera gente, e nonostante ormai la
Procura sia di casa ovunque, non restiamo meravigliati manco tanto davanti a un
atteggiamento così prevaricante e strafottente:
i medici scendano
da cavallo e facciano quanto giurato a Ippocrate, invece di lamentarsi, mentre
tanta gente soffre, e l'attenzione di Angelo Percopo sia altrettanto sensibile
alle denunce, anche se purtroppo s'intuisce che 'o pesce puzza sempe 'ra capo, si dice a Napoli...!
RDM


Nessun commento:
Posta un commento