Giornale d'informazione e commento di quanto accada sul territorio avellinese. Acquisto libri con e-mail: jki74@libero.it

mercoledì 14 febbraio 2018

Avellino: Ciriaco De Mita fa il pesce in barile, mentre la Morgante esegue...!



Forse ci saranno due arresti tra la combriccola Aias - Noi con Loro, mentre Ciriaco il fustigatore, continuerà la propria campagna elettorale, e l'associazione spastici sarà chiusa già da domani, con le conseguenze di disoccupazione per una sessantina di dipendenti.

Ma che volete se ne importi Ciriaco, ormai proteso verso il quattro marzo, e mai niente e nessuno lo ha distolto dal piacere di una nuova competizione, e meno che mai questa bazzecola per la quale avrà già interessato il presidente Mattarella che si sta sperticando verso quest'icona, della quale non ricordiamo alcuna iniziativa di legge o altro, utile al popolo italiano, o almeno quello irpino.

Il contratto al Quirinale alla figliola dalla lingua tagliente, Antonia, la croce per il papà: 

certo non potrà mai esimersi, quale capo del Consiglio Superiore della Magistratura, dal favorire il caro amico Ciriaco, incappato nelle maglie della giustizia.

La presenza di Rosario Cantelmo di ieri mattina negli uffici di Anna Maria De Mita, avrà significato qualcosa;

la volontà di chiarire, se ce ne fosse bisogno, che l'intera Procura di Avellino, per la prima volta si sia schierata compatta contro un potere che da quasi cinquant'anni obnubila menti e coscienze.

Forse il Procuratore ha ricordato la fine del suo collega Antonio Gagliardi, perfino vittima di un attentato alla propria vita che salvò grazie al ribaltamento dell'auto blindata che non permise ai camorristi di sparare liberamente.

Poi nel 1989, era il 12 febbraio, dopo l'anatema che De Mita gli lanciò pubblicamente dal palco in via Matteotti, capitò che il povero Procuratore fosse raggiunto da un'incriminazione per interesse privato in atti d'ufficio, abuso di potere e violenza privata...!

Il trasferimento arrivò cinque mesi dopo, era il 13 luglio di quell'anno, com'è duopo, alla Corte d'Appello di Napoli quale sostituto, e quindi il pensionamento.

Beh, pare che Cantelmo non sia superstizioso, e sicuro di una coscienza adamantina, abbia deciso di rischiare.

Chi più di noi potrebbe capirlo: 

al servizio delle Istituzioni, lui e i suoi procuratori sembrano un corpo scelto di guastatori votato a tutto.

Gente così, finché resisterà, esisteremo, perché niente vale la pena d'essere vissuto senza dignità, e questo è un assioma che non appassiona tutti, certo, ma tra i molti che lo condivideranno, nessuno, nemmeno uno, rinuncerà mai al proprio ruolo d'essere uomo.

La signora Maria Morgante, invece, non pare della stessa pasta, ella rispetta chi l'ha voluta là, a ricoprire un ruolo che forse, non capisce appieno.

Se fosse un vero direttore generale, avrebbe a cuore la gente, quella bisognosa, avrebbe capito che è lo Stato il vero padrone, e cioè il popolo, non chi abbia macchinato per aumentare il proprio potere utilizzandola come fosse un Paggio Fernando senza orgoglio.

E scendere da cavallo per rientrare nei panni dell'umano, signora, non è un atto di debolezza, ma di grande carattere: 

finché non sarà una persona umile, non sarà manco una persona. 

Smetta pertanto, quest'atteggiamento di fastidiosa superiorità;

perché se dovesse trovarsi davanti a un giudice,  visto il suo coinvolgimento nei pagamenti Aias, certo lo perderebbe immediatamente.

RDM


Nessun commento:

Posta un commento