Il Procuratore Rosario Cantelmo e il vice, Vincenzo D'Onofrio.
Lello De Stefano, presidente riconfermato dell'Alto Calore, nonostante il rinvio a giudizio per peculato e truffa, e scusate se è poco, aveva presentato la propria candidatura quale Direttore Generale dell'Ente Idrico della Campania.
No, non è fantascienza, è che la dignità e il buon gusto sono articoli in disuso, e questo signore, altra invenzione demitiana, che ha portato allo sfascio definitivo, un consorzio nato con grandi aspirazioni tanto tempo fa, era il 1938, ha provveduto a distruggere un'azienda che ci faceva onore, alla quale aderirono trentuno comuni della provincia di Avellino e cinque del beneventano, oltre alle amministrazioni provinciali.
A Ciriaco De Mita, quello che risolve i problemi a suo dire, dobbiamo la scissione in Alto Calore Servizi e Patrimonio, oggi rientrata:
due spa che hanno contribuito all'aumento inverecondo delle spese per assecondare la fame di clientela del sindaco di Nusco, come fece per il raddoppio dei primari all'Ospedale.
E' stato l'artefice della distruzione del tessuto economico e sociale irpino, intasando enti pubblici e menti, ormai certe che senza di lui niente avrebbe potuto funzionare.
Centottanta milioni di debito (ne aveva 80 dalle passate amministrazioni), il sito dove cliccare amministrazione trasparente è bloccato, l'acqua che arriva nelle case contiene dei colibatteri, cioè feci, e ci converrebbe non berla, anche se pare sia terminata stamattina l'emergenza, e proveniamo da un'estate infame di chiusura dei rubinetti...!
come mai non hai riunito i tuoi colleghi, sindaco Foti, per sfiduciare quest'incapace che ci porterà a farci la doccia nel Calore?
Ma che c'importa, via gli alberi, il verde e i parcheggi, le strade da rallye e una palificazione sfrenata che agevola i furti in appartamento difficile da raccontare, con una selva di fili inumana, hanno finalmente determinato lo schifo che si era prefisso questa amministrazione.
E il diluvio lo sta preparando attraverso l'ordalia di Maria Morgante, il direttore generale (minuscolo) dell'Asl che ha inventato, al suo servizio:
trasferire gli uffici dell'azienda sanitaria da via Degli Imbimbo all'ex ospedale Maffucci, ai Pennini..!
Questa signora dispone ma non propone, né risponde alle domande;
si muove come un automa telecomandato che attui gli ordini giunti attraverso gli impulsi.
Non si rende conto che l'azienda che gestisce non è stata creata perché lei fosse designata al ruolo che occupa, ma perché avesse cura dei cittadini fin dal concepimento, e li seguisse nella prevenzione delle patologie che si divide in vari periodi, che lei forse non conosce manco, ma tant'è, De Mita li vuole così.
Come qualche mente illuminata e manco tanto, avrà intuito, esiste una complementarietà d'azione fra i due riferimenti sanitari per eccellenza:
l'ospedale Moscati, infatti, potrebbe liberare il pronto soccorso e i posti letto, se fosse collaborato da un'Asl capace nel proprio lavoro.
Questo è un percorso che il nostro Ciriaco per sempre, non ha saputo o voluto spiegare al suo delfino femmina, che a testa bassa vorrebbe condurre un'operazione idiota secondo la quale i fattori importanti siano la forza lavoro e non i pazienti.
Un abominio che grida vendetta e che se dovesse andare in porto, crediamo che ci sarebbero tante condizioni penalmente rilevabili, che questa signora già con una spada di Damocle grossa come una casa, che lei fa finta di non vedere, sulla testa
(Aias-Noi con Loro), avrebbe serie difficoltà a spiegare, specialmente davanti a un vice Procuratore tosto qual è Vincenzo D'Onofrio.
E si ricordi, dott. Morgante, che Gerardo Bilotta è stato abbandonato, perché le barche quando affondano, embé, il fuggi fuggi è d'obbligo.
RDM
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