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mercoledì 24 maggio 2017

Avellino: l'assessore Mele, addormentata nel bosco...!

 

Teresa Mele continua, nonostante non ne indovini una che sia una; 

questa signora resta attaccata allo stipendio e non molla.

Il club degli incapaci inventato da Paolo Foti, non si guarda allo specchio la mattina per chiedersi ma io che ci faccio al Comune, poi pensando al portafogli, sorride e ricorda..!

Embè, in quest'Europa di sfilate mano nella mano, di je suis e I am, mentre  muoiono bambini sfregiati e senza gambe, piangono famiglie e altri vivono nella paura e nella disperazione, con i Mattarella o i Gentiloni di turno, che parlano e parlano, senza dire nulla, ci sta bene una Mele, un Tomasone o un Gambardella.

Il bando della discordia che ha messo in difficoltà quaranta persone che bene o male si barcamenavano in un mestiere non certo gratificante, qual è quello del parcheggiatore, non prevedeva quale conditio sine qua non, l'assunzione di chi già facesse questo lavoro.

Teresa Mele, quella che vive sul ciliegio, quando ne scende, s'accorge che la realtà non è la stessa che giri nella sua testa, e che se chi ha preparato il bando dormiva, lei, quale assessore alle Politiche Sociali, avrebbe avuto un problema...!

Ne ho inseriti undici, ha rilanciato la signora del Mercatone, così tanto per ricordare Angelo, il senza tetto morto nel giorno dell'Epifania, e gli altri ventinove, assessore, dovranno finire come Angelo?

Le logiche di questi personaggi  che non sappiamo più come definire, hanno un non so che di paranoico: 

Preziosi ci racconta che le scuole sono sicure un minuto prima che la Procura le sigilli, Tomasone, il desaparecido, promette certo e manca di sicuro (i gazebo?), Gambardella l'acculturato, si guarda intorno sperando che qualcuno lo sorregga, Iannaccone, beh, non pervenuto, Penna, l'asino in mezzo ai suoni, mentre il direttore d'orchestra, Foti, continua a imbarazzare i musicisti.

E allora, signori, la cooperativa di Fausto Sacco prevede di utilizzare undici persone su altrettante aree di parcheggio che dovranno controllare, menutenere e pulire...!

E' impossibile che una sola persona riesca a pulire ogni giorno la superfice di competenza, e nel caso di una sostituzione, come si farebbe?

Quindi, all'avellinese, metodo ampiamente sperimentato dalla giunta, niente sarà tenuto come promesso: 

non sarebbe opportuno che il numero degli addetti fosse triplicato, in modo da ottenere un risultato dignitoso, e la pulizia potrebbe essere estesa anche in altre zone cittadine, alla bisogna...? 

Il verde e le zone dimenticate, potrebbero diventare materia d'investimento umano che con qualche fioriera qui e là, donerebbe finalmente, un immagine nuova a questa città triste e offesa.

Incominciamo anche a cercare la legalità, comandante Arvonio, ricordandoci che durante le feste o le ricorrenze, il capoluogo resti tale e non terra di nessuno, come capita spesso: 

nel giorno di Santa Rita, i festeggiamenti pirotecnici, come ogni anno, provengono da questo terrazzamento nella foto, di pochi metri quadri e a ridosso di abitazioni e depositi, oltre ai parcheggi sottostanti.

Le ricordo, comandante, che se per cause imprevedibili, i fuochi d'artificio colpissero una tanica di materiale infiammabile o il tendaggio di un'abitazione, o ancora il carburante che per una perdita inopinabile, fuoriesca da un'auto in sosta, la tragedia sarebbe certa.

RDM

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