Abbiamo un bel gruppo di furboni nell’amministrazione Foti, ognuno lavora col sudore degli altri per un comodo ritorno proprio.
Non c’è che dire, è un buon metodo,
specialmente per chi fosse abituato a spendere di suo.
Prendiamo un imprenditore che investa denaro,
tempo e anima, in un progetto:
se tutto dovesse andare male, avrà perso i
suoi investimenti o tutti noi, la cittadinanza, interverremmo a pagare i suoi
debiti?
Certo che no…!
Invece, signori, al luna
park comunale, la gestione ha due voci interessanti:
se c’è utile, non ci compete, mentre, se
si rivelasse perdente, come solitamente accade, embè, paga Pantalone,
noi…!
E’ grottesco, a pensarci, Gianluca Festa,
per esempio, ha messo ai voti un emendamento nella seduta consiliare dell’altra
sera, votato dai suoi sodali, con il quale ha tolto il denaro stanziato, centotrentamila euro, per risanare i tetti in eternit al Rione Quattrograne,
dirottandolo in una periferia, Ponticelli, dove invece ci sarà bisogno dei tempi lunghi di una gara d'appalto...!
Ovviamente la sua campagna elettorale, mai
finita, avrà la riconoscenza degli abitanti di quel quartiere, mentre quelli
che rimarranno con l’amianto a contatto di pelle, quando si ammaleranno
potranno spalmare il loro odio su tutti.
L’affare è di quelli interessanti, come piaceva a Luca Cipriano con il Gesualdo prima e il Conservatorio oggi, o a Geppino Giacobbe
con le innumerevoli palestre comunali che ha sempre controllato come fossero
sue, acquistando potere e utili, visto che le sue scuole di pallavolo non hanno
mai pagato una lira o un euro, di fitto, acqua, luce, gas e pulizia.
Questo piccolissimo esempio di scellerata
attitudine a giovarsi furbamente dei beni altrui, sarebbe anche tollerabile se
non dovessimo scontrarci con l’arrogante saccenteria di chi voglia fotterti
lasciandoti il sorriso sulle labbra.
E allora, il posto all’amico, l’incarico e
la commessa a chi debba poi ringraziare, senza mai spendere di tasca propria,
ma con i soldi degli altri, è una grande invenzione che noi amiamo
perversamente e masochisticamente, così, per farci del male.
Intanto al Gesualdo non si pagano gli
stipendi da quasi un anno a persone, umani, signor Paolo Foti, che guadagnano €
500 al mese, ma si fanno i nomi di Caputo e Maietta, al nuovo cda:
molto più
interessante…!
Non c’è vergogna principalmente negli
avellinesi che se fossero diversi da chi li amministra, restituirebbero i
propri abbonamenti evitando di frequentare un’istituzione che affama la povera
gente:
purtroppo in un città cazzista
non c’è nulla di più utopistico dell’assunto.
RDM
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