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lunedì 12 dicembre 2016

Avellino: ultima per vocazione...

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Ormai più che assuefatti, siamo consapevoli della nostra incapacità di salire le classifiche che tra Italia Oggi e Il Sole 24 Ore, ci relegano, per sempre, quasi ultimi nel Paese.
Lo sapevamo, e la cosa non ci disturba;

come il film in cui Ettore Scola raccontava la periferia romana anni settanta, con le sue baracche e la sua miseria fatta di abusi, stupri e incesti,  dove la morale lasciava il passo alla bruttura di una vita di stenti, che non aveva ormai, più alcun punto di riferimento se non se stessa, Avellino si crogiola nella propria melma.

Brutti, sporchi e cattivi, il titolo denuncia che raccontava vite disturbate e vendute che non anelavano futuro se non quanto coincidesse con il presente.

Avellino è un pò così.

Tutto quanto si denunci non fa presa su un andazzo viziato che non sa distinguere il vero dal falso, il giusto dal volgare asservimento della cosa pubblica.

Ancora stamattina passando davanti al Tribunale, assistevamo ai soliti parcheggi sui marciapiedi della Polizia Penitenziaria, e godevamo della visione di nuovi personaggi padroni della città, che regalavano spazi liberi con l'arroganza di chi non teme regole e doveri.

Il Gesualdo, altra forma di ossequio ai poteri, non trova la sua dimensione di ente pubblico, e viene utilizzato, nonostante avvisi, indagini e controlli della Procura, come casa propria dal sindaco, la giunta e quei consiglieri che in barba alla decenza, continuano a mantenere un sacco sempre più pesante.

Gli avellinesi, intanto, eterni cazzisti, si abbonano, e con la propria presenza festante, omologano una spudorata azione approfittatrice, impostata dall'amministrazione Foti con il Teatro Pubblico Campanoin odore di connivenza con il Cda sotto inchiesta.

Niente riesce a condizionare coscienze abbrutite per l'uso smodato della clientela; 

famiglie in difficoltà, bimbi che avrebbero diritto
a una vita giusta di gioco e di sogni, non riescono a smuovere la mente avvelenata di amministratori indegni.

I parcheggiatori, persone con un cuore e un'anima che soffre e si barcamena per sopravvivere alla tristezza del quotidiano, sono stati abbandonati, e un grido disperato di dolore, sorge silenzioso dinanzi all'assoluta indifferenza di uomini mai più umani.

E' Natale, nasce Gesù, e la grotta fredda che lo accoglie è forse più calda del petto di un sindaco assente e colpevole;

oggi qualsiasi cittadino avrebbe dovuto farsi parte in causa per ogni offesa subita: le luci per una festa importante, senza casualità o disegno divino, non ci sono per una sola ragione, siamo spenti...!

RDM


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