Gli affezionati della città a ogni costo, smanettano sui social continuamente per gli addobbi, gli alberi di Natale e la strafottenza di Paolo Foti.
Un'amministrazione da cacciare a calci, quando, finalmente, defungerà, lascerà solo macerie.
Una palificazione apposta con metodi da neuro, che a parte la bruttura del palo in sé, come abbiamo già scritto, è fonte di pericolo, per i balconi facilmente scalabili e la circolazione stradale, ripropone i filobus azzerati 50 anni fa...!
Siamo meravigliosi...!
Poi il dedalo di cavi, fili e trefoli in rame o lega leggera, che conducono una tensione di tutto rispetto (750 Volt), contribuirà all'immagine già deturpata dai veicoli sui marciapiedi, il verde abbandonato, la pavimentazione e le buche o lo sfregio di una ricostruzione post sisma mai terminata.
Epperò, signori, essendo all'avanguardia come città, Avellino ha la sua isola pedonale, e modestamente, la nostra supera qualsiasi altra per estensione.
Ma il bello, e non poteva essere altrimenti in una città disturbata per disturbati, è che le strade principali siano quattro, di cui l'isola è quella più importante.
Ah, le centraline avvertono che qui si sfora;
le polveri sottili, quelle rosse e a pallini, non ci consentono di aggirarci fra i negozi liberamente e Augusto Penna, il famoso assessore che non trovava la sede del Municipio, ha deciso di penalizzarci ulteriormente nel periodo natalizio, impedendo la circolazione.
Per fortuna abbiamo però, il servizio viabilità di Polizia Municipale che approccia le signore con un ma addò cazzo vai...?
Grande Augusto, intanto, ma che bella pensata, giusto in linea con le esigenze dei poveri commercianti.
Nessuno di questi geni, che Foti cambia ogni tre mesi, ha mai alzato il dito indice per dire qualcosa di intelligente:
il Corso Vittorio Emanuele II deve essere riaperto...!
Le strade che si intasano per carenza di sfogo, generano gli sbalzi alle centraline...facile no...?
Risposta: sono proprio pochine...!
Dai fotogrammi in nostro possesso ottenuti in vari giorni e ore, si evince chiaramente l'assunto.
La giunta Galasso, quella che ha messo la prima pietra dello scandalo in questa città invertebrata, ha passato giustamente, il testimone a Paolo Foti, quasi con uno spirito diabolico, perché continuasse l'opera distruttiva.
E' sotto gli occhi che la competizione è stata ardua;
mai Galasso avrebbe pensato che Foti in tanto poco tempo lo avrebbe surclassato per castronerie.
Anzi, non pago, lo mortifica a Natale con la sua splendida organizzazione passata nelle mani sicure di un altro olimpionico dello sfregio:
Arturo Iannaccone!
Mai e poi mai, Pino Galasso avrebbe potuto avere speranze di superare il re dell'avviso di garanzia, il sultano dell'obbrobrio, l'imperatore dell'ignavia.
Pertanto godiamoci la fetta di melone dei pochemon e quelle lacrime tristi che penzolano dai cavetti che vanno da balcone a balcone, che una volta accese, daranno quel tocco di classe che fanno della quinta giunta Foti, un caposaldo della cosa pubblica.
RDM
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