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venerdì 30 settembre 2016

Avellino e i suoi tristi "alfieri"...

Bianco, il Re Leone


Povera Avellino, abbarbicata alle sue speranze o meglio illusioni, che giorno per giorno diventano sempre più evidenti.

Una miserabile amministrazione di faccendieri si barcamena fra un mercimonio e un altro, per raccattare voti; 


tante prime donne in questo momento estremo, si vendono al miglior offerente: c'è chi vuole Foti fuori e chi dentro, ma tutti per ragioni che prescindono dagli interessi della città.

Si, la città, quella cosa avulsa dalla realtà delle cose, che non fa parte delle discussioni fra il sindaco e D'Agostino; 

il  perennemente foraggiato da Paolo Foti, scalcia, perché evidentemente qualcosa non gli è stata concessa.

E la città, sempre più oltraggiata!

Intanto il presidente del consiglio Livio Petitto, altro illustre desaparecido dalle problematiche cittadine, è entrato a gamba tesa contro i randagi: si, non gli abusi e gli oltraggi che i cittadini  sopportano quotidianamente, ma quelle povere anime affamate e sfortunate che ogni giorno devono fare i conti con la vita che sfugge.


Non è possibile continuare a menzionare questa gente che ha scambiato il servizio pubblico per una vacanza di potere; 

fare carte false pur di essere eletto, la dice lunga sulle riserve  mentali dei personaggi.

Quando tentammo di preparare una lista civica alle scorse elezioni, e ci accorgemmo a un mese dalla presentazione, che i nostri candidati calcavano le orme di questi consiglieri, ci ritirammo in buon ordine, felici per aver evitato un impegno che ci avrebbe procurato solo lavoro e lavoro, e basta.

www.orsettodigimmi.blogspot.it
http://orsettodigimmi.blogspot.it/2016/09/a-la-7-laria-che-tira-la-ricorsa-alla.html

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Qui invece siamo a confronto con esseri particolari, secondo i quali lo studio deve essere fatto sulla qualità della  promessa: determinare nell'uditorio una grande percentuale di credibilità alla panzana, essere abili nell'indorare la pillola, non vergognarsi di guardare negli occhi il povero credulone.

E ancora assistiamo sbigottiti, alla terapia intensiva che il Prefetto ha proposto, sperando in un atto di dignità  del consiglio, dimenticando, però, con quali miserie si sarebbe confrontato.

RDM






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