La Polizia Municipale, era il mese di
luglio 2013, accertava chi fossero i
proprietari della strada che in queste ore, la giunta comunale ha deciso sia intestata a
Gerardo Cucciniello per ragioni che non vogliamo discutere.
Ovviamente sarebbe come sparare sulla Croce
Rossa, volendosela prendere con il solito inutile primo cittadino che, non pago
delle figure che ormai colleziona da tre anni (perfino il Dg Asl lo ha scavalcato) a questa parte, non perde
occasione per dimostrare ulteriormente la propria inadeguatezza.
Quello
che ci meraviglia è la strana figura che è Mario Cucciniello, il
fratello di Gerardo che abitava proprio nella strada interessata, e in uno dei
palazzi Di Maria.
Cucciniello è un consigliere comunale che
ovviamente, avrà spinto per ottenere il tributo, nonostante conoscesse perfettamente
la storia, visto che ogni cosa lì intorno la si deve a Gerardo Di Maria.
| La strada della discordia, di fronte Rione San Tommaso |
Il Rione
San Tommaso, come il Centro Direzionale dell’ex Banca Popolare
dell’Irpinia, devono molto al costruttore scomparso che portò sviluppo e
servizi, visto che suoli e fabbricati hanno consentito alla farmacia, al
commercio, all’artigianato e agli uffici postali, di alleviare il disagio che
il rione aveva sempre vissuto per l’assoluta emarginazione dal centro
cittadino.
Sul finire degli anni ’50, infatti, l’impresa
Di Maria, famosa in Italia, acquisiva il terreno che poi ha urbanizzato,
togliendo da case fatiscenti gli abitanti del quartiere.
www.orsettodigimmi.blogspot.it
In verità ogni cittadino rionale ancora
oggi, ricorda con enfasi e rispetto il pioniere degli imprenditori edili di
Avellino, sempre pronto ad aiutare e a dare lavoro.
Mai un dipendente ha aspettato un’ora per
ricevere la paga settimanale che unico caso di allora, era attenta ai
contratti sindacali.
All’epoca infatti, gli operai non avevano
grandi diritti, ma con Di Maria non era così, perché si rispettavano le
persone, e l’etica dell’imprenditore viaggiava di pari passo con una morale
integerrima.
| Collina Liguorini, Centro Direzionale BPER (ex BPI) |
E la Bpi dell’allora presidente Valentino,
in quel ruolo anche grazie a Gerardo Di Maria, per poter accedere al Centro già
in costruzione, dovette chiedere la cortesia perché il costruttore mettesse a
disposizione il suolo che poi, contro gli accordi che stabilivano quote
diverse, servì a realizzare lo stradone d’accesso che ogni avellinese conosce.
Questa è la triste storia di una città che
ha ignorato i suoi uomini migliori;
persone che hanno creato ricchezza e
benessere, sono state dimenticate perché disinteressate a riconoscimenti
pilotati.
Gerardo Di Maria ha creato nel capoluogo intere strade,
ma viene dimenticato perché non ha mai fatto leva sulla politica: lui non
chiedeva, ma produceva e donava.
RDM


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