In pochi mesi di commissariamento, Giuliana Perrotta ha dimostrato come la concretezza e la capacità amministrativa possano fare la differenza anche in un contesto complesso come quello cittadino.
Tra le molte criticità ereditate, una delle più urgenti era quella del Centro per l’Autismo, una vicenda annosa, segnata da ritardi, disorganizzazione e rimpalli di responsabilità.
Il commissario, tuttavia, è riuscito in breve tempo a sbloccare la situazione, restituendo a famiglie e operatori una struttura funzionante e finalmente attiva.
Un intervento che non si è limitato alla sola messa in sicurezza dei servizi, ma che ha rappresentato un segnale chiaro di metodo: ascolto dei cittadini, rapidità decisionale, e scelte basate su dati e competenze.
Ora, però, l’attenzione si sposta su un altro fronte altrettanto delicato: le politiche sociali, settore che, come più volte segnalato dagli stessi operatori e dai cittadini, fa acqua da tutte le parti.
Dalla gestione dei servizi agli anziani e alle persone fragili, fino ai contributi per le famiglie in difficoltà economica, le falle amministrative sono evidenti.
Non sarà un compito facile.
La rete sociale cittadina, depotenziata da anni di tagli e inefficienze, necessita di una riprogrammazione strutturale e di un approccio nuovo, capace di coniugare responsabilità pubblica e collaborazione con il terzo settore.
Se il modello adottato per il Centro Autismo farà scuola, potremmo assistere a una piccola rivoluzione silenziosa: meno proclami, più fatti.
E la Perrotta, fino a oggi, sembra avere tutte le carte in regola per riuscirci.
RDM
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