Lo scenario che emerge dall’inchiesta di Report su Sport e Salute – la società partecipata dal Tesoro che gestisce oltre mezzo miliardo di euro l’anno nel mondo dello sport – è quello di un sistema sempre più permeabile a logiche di appartenenza e vicinanza politica.
Secondo quanto ricostruito dal programma di Rai 3, lo scorso anno la società avrebbe affidato senza gara un appalto da 90 mila euro per una pista di pattinaggio a Caivano alla società di Daniele Quinzi, attivista di Fratelli d’Italia ed ex socio in affari di Anna Paratore, madre della premier, nella gestione del locale romano B-Place.
L’amministratore delegato di Sport e Salute, Diego Nepi, ha liquidato la questione con una frase destinata a far discutere: non ci vedo niente di particolare se sono società o persone in grado di lavorare bene.
Alla presidenza della stessa Spa siede intanto Marco Mezzaroma, costruttore, cognato di Claudio Lotito e figura considerata molto vicina ai vertici politici attuali.
Questo quadro, già di per sé significativo, si innesta in una realtà più ampia e ormai consolidata: quella delle elezioni vissute come una competizione non tra i più competenti, ma tra i più forti in termini di pacchetti di voti, sostegno territoriale e reti di fedeltà.Un fenomeno che sembra confermarsi anche a livello locale.
Le migliaia di preferenze raccolte da figure ritenute da molti cittadini inadeguate a ricoprire incarichi amministrativi – come nel caso di Laura Nargi – indicano che, spesso, il giudizio etico o la capacità gestionale vengono soppiantati da dinamiche clientelari o da appartenenze consolidate.
A ciò si aggiunge il comportamento di esponenti politici che, nonostante processi o accuse pendenti, continuano a rivendicare ruoli pubblici come se fossero immuni da qualsiasi responsabilità, o come se i problemi giudiziari fossero un dettaglio trascurabile.
Il ricorso dell'ex sindaco Festa contro l’esito delle recenti regionali è solo uno dei segnali di un clima politico dove il senso del limite sembra essersi smarrito.
Premiato Petitto...per le sue doti atletiche..!
Emblematici, poi, i numerosi salti della quaglia: passaggi fulminei da sinistra a destra – o viceversa – trattati come manovre naturali, privi di imbarazzo e, soprattutto, privi di sanzione elettorale.Anzi, spesso premiati. Un dato che suggerisce come l’elettorato, in molti casi, finisca con l’assorbire e replicare questo modo di intendere la politica.
Ne deriva una conclusione amara, ma difficilmente eludibile: le persone realmente interessate a una gestione trasparente, etica e competente della cosa pubblica sembrano ormai una minoranza.
Insistere nel voler migliorare una società che non mostra desiderio di migliorarsi rischia di logorare più i cittadini buoni che gli stessi artefici delle distorsioni denunciate.
RDM
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