E quella del sindaco Nello Pizza, precipitatosi personalmente al Comune per consegnare l’atto di nascita di una bambina nata da una coppia di donne, è una di quelle che non ci lascia affatto indifferenti.
Sia chiaro, non abbiamo nulla contro le unioni civili, né intendiamo sindacare la libertà affettiva delle persone.
Ma una cosa è riconoscere diritti, altra è trasformare una vicenda tanto delicata in una passerella pubblica, quasi fosse l’ennesima occasione per dispensare attestati di sensibilità e approvazione ideologica.
La genitorialità, a nostro avviso, non può essere ridotta a una pretesa degli adulti, né un bambino può essere considerato il coronamento di un desiderio personale, come un pacco ordinato per allietare l’esistenza di chi lo attende.
È proprio qui che si apre una questione che riteniamo fondamentale:
il rispetto della natura, dei suoi equilibri e di ciò che non dovrebbe essere piegato alle convenienze del momento.
Dimenticarsene, inseguendo una visione che pretende di superare ogni limite, ci appare una deriva inquietante.
E ci preoccupa soprattutto il destino di una bambina che, secondo la nostra concezione di famiglia, dovrebbe poter crescere in un contesto fondato sulla complementarità di una figura materna e di una paterna.
Una riflessione che, per quanto scomoda, non intendiamo nascondere dietro il conformismo imperante.
Non ci è piaciuto, inoltre, che il sindaco abbia scelto di dare tanta enfasi a questa vicenda, mentre i diritti e le necessità della comunità che amministra, continuano a essere relegati in secondo piano.
Non crediamo che Avellino abbia bisogno di benedizioni urbi et orbi o di gesti simbolici elevati a manifestazioni di grande modernità.
La città ha bisogno di risposte, di servizi, di una programmazione seria e di un’amministrazione capace di occuparsi delle difficoltà quotidiane dei suoi cittadini.
Insomma, Nello Pizza non smette di meravigliarci, purtroppo in senso tutt’altro che positivo.Mentre lo vorremmo concentrato sulle problematiche che avvinghiano questo miserevole territorio, continua a sorprenderci con iniziative e atteggiamenti che, a nostro giudizio, prescindono dalle priorità del ruolo che gli è stato affidato.
E quella frase pronunciata in campagna elettorale, Sarà tutta 'n'ata storia, oggi sembra assumere un significato assai diverso da quello che immaginavamo.
Una promessa di discontinuità che, alla prova dei fatti, rischia di trasformarsi nell’ennesima delusione.
Lo abbiamo già constatato con le nomine, politiche o comunque vicine agli ambienti di riferimento, che sono state presentate con una spocchia irritante, come scelte estranee alle logiche di palazzo.
Una narrazione che ci riporta alla memoria metodi e atteggiamenti già conosciuti durante la stagione di Gianluca Festa e della sua omologa bionda.
A questo punto, la domanda sorge spontanea: Pizza sta imparando in fretta, oppure è uno studente diligente che, giorno dopo giorno, esegue i compiti assegnati dal professore, senza mai discostarsi dalla lezione?
Non sappiamo quale delle due ipotesi sia la più verosimile. O forse, a ben guardare, lo immaginiamo fin troppo bene.
Di certo, quella nuova storia che ci era stata promessa, rischia di assomigliare sempre più a una storia già vista.
E Avellino, ancora una volta, potrebbe ritrovarsi a fare da spettatrice, anziché da protagonista del proprio futuro.
RDM


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