Intestarsi ruoli e riconoscimenti fini a se stessi, senza una reale ragione scatenante o un beneficio tangibile per la cittadinanza, sembra essere purtroppo l'unico traguardo che questa amministrazione riesca davvero a raggiungere.
Il sindaco, baciato da un vero e proprio incrocio astrale, è stato recentemente nominato presidente provinciale dell'ANCI, l'associazione dei Comuni che, a onor del vero, non ha mai fatto la benché minima differenza per il nostro territorio da quando è stata formata.
Anziché concentrarci sui problemi reali e quotidiani della città — che continuano ad accumularsi tra inerzie e promesse mancate, assistiamo all'ennesima passerella istituzionale;
a una medaglia da appuntare al petto utile soltanto a nutrire la vanità politica del momento, ma completamente vuota di contenuti e di utilità pratica, per chi vive e amministra la nostra comunità ogni giorno.
Ci piacerebbe — e lo scriviamo da tempo ormai — che il sindaco battesse finalmente un colpo e proponesse un primo programma d’intervento ad horas, prescindendo dalle solite cazzate calcistiche con cui si tenta periodicamente di distrarre la piazza.
Le criticità sul tappeto sono molteplici e le stiamo denunciando da troppo tempo, purtroppo rimanendo puntualmente inascoltati.
Pensiamo alla vertenza dell'ospedale Moscati, finita persino sui tavoli della Prefettura, o alla situazione dell'Alto Calore che a giorni alterni, sembra respirare solo per poi veder scivolare il proprio diagramma, verso la linea retta della morte cerebrale.
Eppure, di fronte a questo quadro dantesco, l’amministrazione trova comunque il tempo di compiacersi per l'arrivo di un pullman di turisti proveniente dalla Puglia, atterrato non si sa per quale strano caso del destino, in una città con tre o quattro monumenti e ben poco altro da raccontare.
Restiamo ora in fiduciosa attesa dei soliti incontri della giunta, con qualche cantante o artista da far esibire al Teatro Gesualdo, mentre sulle questioni vere cala il silenzio.
Tra strade dissestate, vegetazione incontrollata che aggredisce le principali arterie viarie, e servizi alle fasce deboli segnati da politiche sociali indifferenti e asettiche, dinanzi alla disperazione della gente, il nulla cosmico incombe sul nostro capoluogo come una vera e propria iattura.
Un sindaco assente — o quanto meno ostinatamente silenzioso — potrebbe forse provare ad avvicinarsi al cittadino, ascoltandone le istanze e cercando di intervenire simultaneamente.
Ma tutto ciò semplicemente non avviene.
Paolo Foti, nei suoi anni, trascorreva il tempo intrattenendosi nei bar, insensibile a qualsiasi proposta dei consiglieri e Gianluca Festa preferiva le riprese per i film che aveva in testa, con Laura Nargi al suo fianco a tenergli il sacco.
Oggi, comprensibilmente, vorremmo capire come trascorra invece le sue giornate questa giunta.
E soprattutto, quali siano i risultati concreti ottenuti finora, al di là delle solite promesse, dei futurismi da propaganda e di invenzioni cervellotiche che, alla fine della fiera, ci sono già costate qualche milione di euro.
RDM

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