Il passo indietro di Ettore Iacovacci mette nero su bianco il fallimento di un metodo: non si diventa amministratori capaci per decreto o investitura politica.
La gestione del territorio, partita da questioni minime come i semafori di via Francesco Tedesco o la questione del mercato, ha dimostrato il limite di una giunta impreparata e priva di una visione strategica.
Alla fine per fortuna o perché la vergogna era diventata così esagerata, che continuare il cammino sulla strada intrapresa contro l'Acs, diventava insopportabile perfino per Iacovacci, si è fatto un passo indietro e si è ritirata la voglia insana di liquidare l'azienda di manutenzione.
Il danno maggiore imputato alla politica locale è proprio questo:
l'assunzione di ruoli chiave da parte di persone prive delle necessarie competenze tecniche, spesso accompagnata da un atteggiamento di chiusura e supponenza di fronte alle critiche.
Grande era l'attesa attorno a Nello Pizza, figura stimata sul piano professionale, da cui ci si aspettava un cambio di passo nella gestione amministrativa.
Tuttavia, la scelta di delegare figure come Iacovacci e altri esponenti ha azzerato le aspettative, evidenziando una valutazione politica errata.
Il quadro non migliora guardando all'opposizione e alle minoranze, inclusi i movimenti legati a Pasquale Giuditta, spesso concentrati su grandi temi mediatici come lo stadio o la ferrovia, senza incidere sui problemi reali.
Il risultato è un sistema politico complessivo che continua a deludere le aspettative dei cittadini, intrappolati in una cronica assenza di risposte concrete.
RDM

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