Nicola Poppa ha dimostrato coraggio optando per una corsa elettorale dall'esito incerto, piuttosto che garantirsi una seggiola sicura rimanendo nel Partito Democratico, forza politica che lo ha visto a lungo tra i protagonisti.
La sua nota dedizione alla città sarebbe stata mortificata all'interno di quella maggioranza, dove si sarebbe ridotto a semplice numero esecutore degli ordini di scuderia.
Appare tuttavia incomprensibile la sua speranza in un intesa finale, tra il proprio referente politico Livio Petitto e il responsabile provinciale di Forza Italia.
Risulta difficile afferrare la logica per cui si debba auspicare un riavvicinamento tra esponenti abituati a cambiare casacca, un atteggiamento in palese contraddizione con la decisione drastica, di lasciare i democratici pur di non allinearsi alla truppa dei signorsì.
Si dovrebbe piuttosto prendere atto con soddisfazione, che altri seguano lo stesso percorso di rottura, seppur guidati da opportunismi e manovre differenti.
Le ideologie, i credo e le certezze del passato hanno irrimediabilmente, lasciato il posto a un panorama politico sbiadito e deludente, in cui la destra ha smarrito la propria identità, e la sinistra ha completamente voltato le spalle ai lavoratori e alle fasce più deboli della popolazione.
La recente visita di Roberto Fico ad Avellino si è tradotta nella solita passerella priva di contenuti reali, a testimonianza di come il Movimento Cinque Stelle, un tempo coerente e consequenziale, abbia visto i propri esponenti trasformarsi in irraggiungibili stelle del firmamento politico, esattamente come i loro predecessori.
Nel frattempo la realtà locale avellinese versa nel degrado, con politiche sociali del tutto fallimentari e una gestione amministrativa, determinata ad azzerare il commercio locale.
Dopo lo scempio estivo, chi abita lungo il Corso continua a essere penalizzato dalla presenza di antiestetiche casette di legno, utili soltanto a danneggiare gli esercenti che pagano regolarmente affitti e tasse comunali.
La delusione per questo avvio di legislatura, che avrebbe dovuto portare una visione moderna e proiettata al futuro, rischia persino di far rimpiangere la gestione del commissario e l'amministrazione Festa.
Sarebbe opportuno ricordare agli amministratori che l'area di 2200 metri quadrati situata nei pressi di Atripalda, risulta del tutto inadatta a ospitare la sede universitaria che si intende trasferire dal Comune, mentre rappresenterebbe la soluzione ideale per la Protezione Civile per lo stoccaggio di materiali e supporti logistici.
Sarebbe cosa buona e giusta se la giunta decidesse finalmente, di abbandonare le comode poltrone per effettuare un sopralluogo sul territorio.
Constatare di persona i lavori eseguiti al Samantha Della Porta, le occupazioni subite dalla Motorizzazione a titolo non meglio precisato, lo stato delle strutture di pertinenza e la palese inefficienza che caratterizza ad oggi gli uffici comunali, sono sintesi di una navigazione a vista che depone malissimo..!
RDM

Nessun commento:
Posta un commento