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lunedì 7 settembre 2026

Avellino: la storia resta uguale e forse anche peggio..!

 


La miseria di questo piccolo centro periferico campano, emerge chiaramente dall'atteggiamento dei sostenitori dei politici locali. 

L'area più oscura della natura umana si manifesta vergognosamente, nel voler difendere a tutti i costi la validità delle proprie convinzioni, senza offrire argomentazioni concrete. 

Si preferisce insultare chiunque cerchi di denunciare gli abusi, le inefficienze e la superficialità, a prescindere dal partito o dal gruppo di appartenenza.

A pagare il prezzo di queste storiche arroganze è costantemente la società civile. 

Nel tempo la cittadinanza ha dovuto subire prima i sostenitori della corrente festiana, poi quelli della fazione nargiana e infine i seguaci di questa pizziana. 

Nessuno sembra tuttavia rendersi conto, che questo meccanismo finisce per danneggiare unicamente l'intera comunità.

Gli opportunisti al servizio delle varie fazioni di turno, dimostrano di non avere a cuore altro che il proprio tornaconto personale. 

Si tratta di un guadagno degradante che ricorda le logiche di stampo mafioso o camorristico, con l'unica differenza che questi individui sperano di ottenere un potere prevaricatore a costo zero, senza correre il rischio della prigione o della vita.

Massimo Passaro disturba i potenti di turno, i quali, talvolta in modo persino inconsapevole, mobilitano i propri sostenitori. 

Questi ultimi, preoccupati dalla possibilità di vedere compromessi vantaggi e posizioni di comodo, cercano di intimidire gli avversari facendo ricorso a insulti e offese.

La menzogna è ormai diventata l'elemento centrale della vita politica contemporanea, una dinamica chiaramente visibile con l'attuale esecutivo nazionale. 

Giorgia Meloni, figura emersa dalla periferia romana, adotta un comportamento che, contrariamente a quanto ci si potrebbe attendere verso chi condivide le sue stesse origini, finisce per penalizzare le fasce più deboli e mortificare chi si trova in stato di necessità.

L'incapacità dell'amministrazione locale di fissare priorità chiare, la porta a procedere senza una direzione precisa, mentre le iniziative di Massimo Passaro e di chiunque metta in luce tali sbandamenti, dovrebbero ricevere apprezzamenti piuttosto che essere oggetto di banali ed errate interpretazioni.

Progetti come quelli dedicati allo stadio, la concessione della struttura nota come cubo alle organizzazioni sindacali, e la gestione del centro Samantha Della Porta, appaiono come scelte prive di senso che celano motivazioni poco trasparenti, con conseguenze dirette a danno dell'intera collettività. 

A questo quadro si aggiunge la permanenza nei propri ruoli, di dirigenti attualmente coinvolti in vicende giudiziarie o comunque prossimi a esserlo.

L'episodio verificatosi in piazza Kennedy rappresenta soltanto uno dei numerosi eventi che continuano a interessare la zona, di fronte ai quali le forze dell'ordine e la Questura sembrano evitare di affrontare concretamente il problema. 

La gravità maggiore risiede tuttavia, nell'operato di chi amministra la città con una scarsa conoscenza della realtà quotidiana.

La polizia municipale appare costantemente assente dalle aree critiche, concentrando le proprie presenze lungo Corso Vittorio Emanuele, mentre via Dante, ormai trasformata in strada a senso unico, vede soltanto una saltuaria vigilanza a termine. 

Risulta sconcertante che solo Massimo Passaro rilevi la gravità di tali situazioni, a fronte di assessori e consiglieri che continuano a ricoprire ruoli senza dimostrare alcun merito reale.

RDM



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