La crescente presenza di impianti eolici, fotovoltaici, agrivoltaici e sistemi di accumulo BESS nel territorio di Lacedonia e dei comuni limitrofi sta rendendo sempre più complessa la promozione di un modello agricolo sostenibile.
Durante la riunione del Consiglio direttivo della Confederazione italiana agricoltori di Lacedonia del 31 agosto, l'organizzazione ha sollevato forti preoccupazioni per l'effetto cumulo delle nuove autorizzazioni su un'area già saturata dalle torri eoliche.
Il documento approvato evidenzia criticità legate alla cementificazione, al consumo di suolo, alla modifica della morfologia del territorio, al deprezzamento delle aziende agricole e ai rischi per la fauna locale e migratoria.
Vengono inoltre segnalati i problemi relativi alle opere infrastrutturali connesse, come stazioni elettriche, elettrodotti e cavidotti posizionati vicino a abitazioni e attività produttive, con ripercussioni dirette sulle coltivazioni di grano duro, cereali e foraggio.
L'impatto degli impianti incide negativamente anche sulle operazioni antincendio e causa inquinamento acustico e visivo.
Per questo motivo la Cia chiede l'apertura di un confronto istituzionale, invitando i propri vertici provinciali a trasmettere le istanze alla Regione, agli enti locali e al Prefetto, proponendo anche un convegno pubblico ad ottobre a Lacedonia per definire i limiti oltre i quali, la transizione energetica entra in conflitto con la tutela del paesaggio e la vocazione agricola dell'Alta Irpinia.
RDM
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