Sergio Trezza, Ettore Iacovacci e Nello Pizza
La vegetazione e le strade provinciali giacciono in uno stato di totale abbandono da anni, mentre gli avvicendamenti alla presidenza dell'ente Provincia, rappresentano semplici facce della stessa medaglia.
La vera gravità della situazione non risiede in chi ricopra la carica di presidente, bensì in quei consiglieri e sindaci che danneggiano i propri territori tradendo la fiducia degli elettori.
Fausto Picone, non appena insediato, si è affrettato a concedere il consueto milione a D'Agostino per promuovere in Italia una provincia che porta lo stesso nome di chi la pubblicizza.
La Corte dei Conti avrà molto su cui indagare in una realtà ormai priva di quella politica autentica che, per quanto incline al clientelismo, non dimenticava mai la tutela del territorio rappresentato.
La situazione appare decisamente compromessa e persino la nuova amministrazione, pur guidata da un primo cittadino perbene, si troverà a dover fare i conti con assessori privi di spessore e incapaci di una visione strategica del proprio ruolo.
Quella sorta di mancia ideata da Trezza, oltre a risultare offensiva, non è affatto risolutiva, e risponde alla sola logica di far credere che si stia agendo in favore dei bisognosi.
Una somma di cento euro finirà inevitabilmente sprecata nel gioco d'azzardo, senza apportare alcun reale beneficio né risolvere i problemi esistenti.
Un semplice cappello non basta a trasformare chiunque in un generale, e figure come Cipriano e Trezza ne costituiscono l'esempio più calzante.
Si attende ora alla prova dei fatti Ettore Iacovacci, il quale ha avviato il proprio percorso nel modo giusto sostenendo il ritorno del mercato nella sua sede storica, con l'auspicio che possa restituire una Polizia Municipale dotata di una sensibilità rinnovata verso le problematiche cittadine.
L'attivazione di controlli sui passi carrai, privi di una corretta contabilità annuale, unitamente al monitoraggio dei prezzi nei supermercati, rappresenterebbe un ottimo punto di partenza.
Un reale riconoscimento da parte della comunità, giungerebbe qualora ci si adoperasse per incentivare l'artigianato in ogni sua forma mediante iniziative mirate, intelligenti e concrete.
Una lettura attenta delle deleghe ricevute, dovrebbe spingere i vari assessori a porsi degli interrogativi sul proprio operato.
Nel caso in cui si rendessero conto dell'impossibilità di onorare tali incarichi, dovrebbero farsi carico di individuare e retribuire a proprie spese, un professionista competente.
Ma naturalmente, confidare nel fatto che la correttezza e la dignità personale possano prevalere sulla miseria umana rimane un puro esercizio retorico.
RDM

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