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martedì 21 luglio 2026

Avellino: vuolsi così colà dove si puote...

 


Durante un confronto tenutosi presso la biblioteca provinciale di Avellino lo scorso anno, il professore universitario ed ex assessore alla cultura Toni Iermano ha avanzato una proposta deliberatamente provocatoria. 

Il docente ha ipotizzato la riesumazione di una struttura analoga al vecchio Ente Comunale di Assistenza, un paracadute economico pensato per garantire un'indennità costante agli amministratori pubblici una volta concluso il loro mandato. 

Nelle intenzioni del Professore, l'istituzione di questa rendita garantita servirebbe a favorire un sereno avvicendamento e un'uscita di scena senza traumi per la classe politica locale, evitando così di ritrovare le istituzioni affollate da figure improvvisate o da individui la cui unica fonte di sostentamento rimanga la gestione del potere pubblico.

L'impianto delle regole istituzionali attuali consente troppo spesso a figure improvvisate e prive persino della preparazione di base, di occupare posizioni di primo piano, portandole a sfoggiare una vacua saccenteria incapace di produrre qualsiasi risultato concreto. 

L'offerta culturale estiva ideata da Luca Cipriano ne rappresenta l'ennesima conferma, riducendosi alla dimensione di una festicciola di paese scandita da balli del cestino, veglioni e intrattenimenti caserecci.

Porre a confronto una simile mestizia con il lavoro svolto in passato da intellettuali del calibro di Toni Iermano e Rino Biazzo risulta finanche crudele, nei confronti di amministratori che non dispongono degli strumenti mentali minimi per concepire un orizzonte di sviluppo più ampio. 

Progetti di ben altro spessore come le grandi mostre, il recupero degli artisti locali riconosciuti al di fuori dei confini cittadini o le iniziative artistiche diffuse al Casino del Principe per stimolare la partecipazione collettiva, dimostrano come la visione politica richieda un'intuizione e un'ampiezza di pensiero del tutto precluse a chi guida oggi il settore.

Città d'arte si nasce ma lo si può anche diventare se, sulla pretesa densità delle testimonianze storiche e artistiche, prevale la valenza culturale, quando essa però rappresenti il tratto imprescindibile, fortemente connotativo, identitario della città.     Salvatore Biazzo 

RDM



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