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venerdì 31 luglio 2026

Avellino: regalare il patrimonio comunale a un ente statale, ha un sapore strano e diremmo sospetto..!

Nicola Poppa

Ad Avellino va in scena l'ennesimo paradosso della politica locale. 

Durante la seduta consiliare del ventiquattro luglio, il consigliere di opposizione Nicola Poppa solleva un polverone su una decisione che rischia di svuotare di senso un presidio sociale e storico della città. 

Il centro Samantha Della Porta, intitolato alla più giovane vittima del terremoto del millenovecentottanta, rischia di venire sacrificato per trasformarsi nella nuova sede della Motorizzazione Civile.

Gli accertamenti condotti dal consigliere presso gli uffici del Patrimonio parlano chiaro. 

Tra Municipio e Motorizzazione c'è stato un fitto scambio di carte, seguito da un sopralluogo tecnico che ha promosso la struttura a pieni voti. 

La determina per la cessione giace già pronta sulla scrivania del dirigente di settore, in attesa soltanto di una firma che potrebbe arrivare da un momento all'altro.

La protesta dell'opposizione fa leva sul rispetto dell'articolo cinque dello statuto comunale per difendere la destinazione d'uso originaria dell'immobile. 

Prima che l'emergenza sanitaria congelasse le attività per sei anni, il centro rappresentava un punto di riferimento vitale per la comunità, ospitando sportelli antiviolenza, corsi di alfabetizzazione per stranieri, consultori e spazi di aggregazione giovanile. 

Le attività risultano tecnicamente soltanto sospese, non soppresse, e quindi riattivabili in qualsiasi momento. 

Regalare la struttura per quindici anni appare come uno schiaffo alla memoria collettiva, infarcito da un ulteriore dettaglio grottesco: 

la presunta intenzione della Motorizzazione di smantellare persino lo scivolo per disabili all'ingresso.

I contorni dell'operazione sollevano dubbi ancora più profondi sul piano economico. 

Attualmente l'Umc sborsa la bellezza di ventottomila euro al mese per la sede di via Pescatori. 

Spaventato dal recente rincaro del canone, l'ente statale tenta il colpaccio a spese degli (a)vellinesi trasferendosi nei locali del Comune, e godere di un comodato d'uso del tutto gratuito per tre lustri.

Dai banchi della maggioranza la risposta si traduce in un silenzio imbarazzato. 

L'unico intervento giunge dal consigliere Antonio Bellizzi, il quale si limita a liquidare la questione ricordando come la concessione a titolo gratuito di immobili comunali non rappresenti certo una novità per l'amministrazione. 

Un'uscita a dir poco bizzarra, che dimentica un dettaglio fondamentale: 

la prassi del comodato d'uso nasce per sostenere le associazioni e il volontariato locale, non certo per regalare un salvagente economico a un ente statale desideroso di risparmiare sulle spalle della cittadinanza.

Per evitare che la giunta consumi la decisione nel chiuso delle proprie stanze, Poppa impone l'inserimento del caso all'ordine del giorno di una delle prossime sedute consiliari. 

La palla passa così all'intero consiglio comunale, chiamato a decidere le sorti del centro e a prendersi la piena responsabilità politica di un eventuale regalone a costo zero.

Certo che al momento se si volesse continuare su questa strada, qualsiasi malpensante si porrebbe il quesito cui prodest, perché se Cicerone trovava sospetti certi atteggiamenti, un richiamo alla Corte dei Conti per un Comune in gravi difficoltà economiche, sarebbe d'uopo.

RDM

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