Trentasei giorni di vacanza con novanta (90) offerte, un'abbuffata senza senso che non ha niente di razionale, è come se offrissimo un pranzo luculliano ai senza tetto fino a farli scoppiare per poi dimenticarcene nei mesi successivi.
Come in effetti accade con la classica cena di Natale che i Vescovi presiedono mentre non aprono le porte al viandante in difficoltà, come ricordiamo con Aiello un paio d'anni fa.
Troviamo veramente sconclusionato questo cartellone privo di senso, e ci piacerebbe che il prode assessore Cipriano ci spiegasse negli altri undici mesi, di che cibo si nutrirà la città.
In effetti siamo al limite della schizzofrenia, un momento epocale di tuttologi che s'inventano l'inimmaginabile a gentile riuchiesta.
Gianfranco Rotondi sta cercando di guadagnare qualche consenso generale vista la propria ineluttabile discesa agli inferi politici.
Il lavoro a distanza, non lo traduciamo nel solito provincialissimo servilismo alla lingua inglese, diventa secondo Rotondi l'eureka di Archimede.
La lingua greca invece non può assecondare un'idiozia tanto grossa qual è la trovata del deputato per sempre, che non capisce quali siano le ricerche intime dei ragazzi che espatriano o semplicente si trasferiscono in altre regioni.
La fuga dei giovani verso altre terre non si riduce al banale ed estremo bisogno di mettere insieme il pranzo con la cena.
La ricerca di un contesto vivibile e gratificante, trascende il puro sostentamento materiale, spingendo le persone verso strade incerte ma capaci di nutrire lo spirito.
Ridurre le aspirazioni umane alla semplice pagnotta quotidiana, come sostengono certi personaggi del calibro di Rotondi, smaschera una visione squallida ed equipara l'uomo a una bestia da soma accontentata da un pugno di foraggio.
Pure le metropoli più attraenti nascondono i propri difetti, tuttavia è proprio l'incognita del viaggio e il desiderio di scoperta a dare senso all'esistenza.
Chi limita l'orizzonte individuale alla pura sopravvivenza economica ignora l'importanza della passione, la quale trasforma ogni impegno quotidiano in un piacere tale da annullare il peso stesso del lavoro.
Scegliere consapevolmente il proprio destino significa perseguire la felicità attraverso ciò che si ama, smentendo miseramente chi vorrebbe confinare l'essere umano a una mera calcolatrice di calorie e stipendi.
RDM
Nessun commento:
Posta un commento