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domenica 24 maggio 2026

Avellino: l'inchiesta Dolce Vita non garantisce la città secondo i denigratori della Procura..!

 




Il paradosso di questa tornata elettorale si consuma proprio sull'altare dell'apparenza, dove l'organizzazione seriale di eventi, i premi a spron battuto e le continue chiusure delle strade vengono elevati a modello di amministrazione illuminata, nonostante il grave danno arrecato al decoro urbano e alla vivibilità dei residenti. 

In questa narrazione distorta, le inchieste della magistratura, i sospetti di truffe, gli imbrogli e le accuse di corruzione vengono liquidati come semplici accanimenti giudiziari, o fissazioni di magistrati in cerca di carriera, svuotando di significato la gravità delle contestazioni penali.

Si preferisce ignorare sistematicamente la totale assenza di programmi reali e il teatrino politico che ha condotto al fallimento e al conseguente commissariamento della giunta guidata da Laura Nargi. 

La vista di una piazza affollata per applaudire un candidato sotto processo per reati gravissimi, dovrebbe spingere l'intera comunità a porsi profonde domande di natura etica.

Assecondare questa deriva significa abdicare definitivamente al ruolo delle istituzioni e della legalità, accettando di trasformare la gestione pubblica in una giungla deregolamentata, simile alle logiche arbitrarie dei villaggi di frontiera del vecchio West americano. 

Se la cittadinanza rinuncia a pretendere trasparenza e correttezza, l'esito inevitabile sarà il definitivo declino morale della città.

RDM

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