Il chiacchiericcio nei locali pubblici e lungo le strade cittadine si è ormai trasformato in un coro di scherno rivolto alla spregiudicatezza di Gianluca Festa.
La diffusione di un opuscolo multipagina, in cui l'ex sindaco illustra le ragioni per le quali la cittadinanza dovrebbe rinnovargli la fiducia senza esitazione, è divenuta oggetto di aperto dileggio.
Resta il dubbio se tale iniziativa sia frutto di un temerario coraggio o della persistenza in quella dimensione rarefatta, lontana dalla realtà, che gli veniva contestata già otto anni or sono.
All'epoca, Festa, Angelo D'Agostino e Laura Nargi costituivano una sorta di allegra brigata, intenta a confezionare un programma di governo cittadino su misura per le proprie ambizioni.
I tre figuravano come una compagine affiatata con piani ben precisi: la progressiva eliminazione del mercato per non intralciare il parco arena di via De Gasperi e l'organizzazione seriale di premi e festeggiamenti.
Questa strategia, attuata con ritmo serrato, mirava chiaramente a produrre una narcosi collettiva, colpendo le menti più fragili e meno avvezze all'analisi critica della gestione pubblica.
L'autoproclamato re delle periferie è stato più volte contestato per la disinvoltura con cui prometteva interventi radicali, volti a risanare le zone più depresse della città.
Tali proclami non hanno mai trovato riscontro nei fatti;
al contrario, si ricorda un episodio in cui l'ex sindaco sfiorò lo scontro fisico con un residente, che si era ritrovato l'abitazione invasa dall'acqua dopo un violento acquazzone.
Il testimone di questa narrazione illusoria è stato ora raccolto dall'ex amica e fidata collaboratrice, la quale propone un nuovo libro dei sogni destinato a svanire rapidamente.
Tra le proposte spicca l'idea di tenere le sedute del Consiglio comunale nelle periferie almeno una volta al mese, assicurando che ogni lamentela o allarme verrà messo nero su bianco, con il rischio concreto che tali segnalazioni restino poi lettera morta per sempre.
Laura Nargi appare per certi versi ancor più discutibile di Gianluca Festa.
Se quest'ultimo agisce palesemente secondo la propria natura e viene scelto da un elettorato che spera in una qualche forma di ricompensa, la candidata, eletta originariamente proprio grazie ai voti festiani, tenta ora di dissimulare la propria identità.
Nonostante frequenti le stanze del Comune dal 2013, non ha mai dato prova di una illuminata capacità amministrativa.
Emblematico resta il mancato annullamento del conflitto d'interessi riguardante il padre, Aldo Nargi, che risulterebbe ancora alla guida del Rubilli, una partecipata comunale.
Perfino durante le sedute consiliari dell'anno precedente al commissariamento, Antonio Gengaro ha sollecitato più volte, ma senza alcun esito, l'esautorazione del genitore per porre fine a questa anomalia gestionale.
RDM
Nessun commento:
Posta un commento