La tornata elettorale appena conclusasi ha ridimensionato con un solo colpo l'arroganza, la saccenteria e la supponenza che avevano caratterizzato l'ultimo scenario politico cittadino.
Risulta del tutto inutile enumerare la complessa macchina organizzativa del centrosinistra, i suoi accordi tra liste e la mobilitazione dei portatori di voti;
i fatti emersi dalle urne sono chiarissimi, e superano persino la resistenza di quello zoccolo duro di sostenitori, rimasto indifferente al rispetto delle leggi e delle regole.
Le bocciature subite da figure come Negrone, Genovese o Claudio Mauriello, coniuge della segretaria provinciale di Fratelli d'Italia Ines Fruncillo, hanno definito chiaramente la direzione di un corpo elettorale, determinato a imprimere una svolta decisa.
La volontà emersa è quella di uscire finalmente, dalla palude istituzionale e dalla volgarità gestionale, che avevano condotto la città a subire due commissariamenti prefettizi in rapida successione.
Dal canto suo, l'ex sindaco Gianluca Festa ha mostrato ancora una volta l'incapacità di riconoscere la propria inadeguatezza amministrativa e politica, persino di fronte all'incalzare delle domande di un giornalismo da ultimo, degno di questo nome e non incline alla deferenza.
Contemporaneamente, Laura Nargi ha dovuto fare bruscamente i conti con la realtà, una realtà che si è scontrata in modo totale e senza sconti, con la dimensione fiabesca nella quale aveva vissuto e governato negli ultimi anni.
RDM
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