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lunedì 27 aprile 2026

Avellino: ripartiamo come se niente fosse accaduto..?

 


La decisione di Nargi di occultare i simboli dei partiti a sostegno della propria candidatura, rappresenta l’ennesimo segnale di una strategia ambigua, percepibile da chiunque non scelga deliberatamente di ignorare la realtà. 

L'aspirazione a definirsi esponente civica stride con il supporto elettorale di due forze di governo che, in modo altrettanto discutibile, hanno rinnegato la propria identità pur di conservare il comando. 

Risulta difficile stabilire chi ne esca peggio tra la candidata, le segreterie politiche e i comprimari; 

di certo, il coinvolgimento dell'elettore in tale dinamica lascia interdetti.

La dignità che l’ex sindaco, oggetto di commissariamento, dichiara di voler restituire al capoluogo, è la medesima che è stata invocata invano durante l'intero anno di gestione, prima che a parlare fossero i faldoni delle cronache giudiziarie. 

Appare quasi mirabile la capacità con cui Nargi, Festa e altri soggetti si dipingano con toni enfatici, omettendo con cura il bilancio degli ultimi anni, fatto di decisioni errate e sistematiche amnesie.

Occorre ribadire che Avellino sta affrontando una progressiva desertificazione. 

Se la responsabilità di tale declino non risiede in amministrazioni che hanno privilegiato l'effimero di feste e manifestazioni, mentre il commercio agonizzava e le saracinesche si abbassavano definitivamente, sorge spontaneo il quesito su chi siano i reali referenti di tale sfacelo.

RDM

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