Il panorama amministrativo locale si arricchisce continuamente di nuove e torbide sfumature.
La vicenda legata a Peppo Negrone, pur risalendo all'anno precedente, svela solo ora una fitta trama di denunce incrociate tra gli indagati.
Risulta difficile non scorgere una logica perversa nell’irruenza con cui tre soggetti hanno contestato l'assessore durante le sedute del consiglio comunale.
Si ipotizza che Negrone abbia sottoscritto promesse poi disattese, supportate da registrazioni telefoniche la cui valenza probatoria resta però incerta.
D’altronde, la memoria corre ai filmati che vedevano coinvolta Laura Nargi in un’ipotesi di associazione a delinquere, misteriosamente svaniti nel nulla.
L'ex vicesindaco, già sodale di Gianluca Festa, si ripresenta oggi alla cittadinanza ostentando una purezza, che offende profondamente chi possiede ancora una coscienza integra.
La città appare incapace di affrancarsi da una cronica sudditanza verso il potere, cercando costantemente legittimazione in figure come Matteo Piantedosi, Andrea Del Mastro o Michele Gubitosa.
Piantedosi sembra quasi intenzionato a ricalcare le orme di Sangiuliano, aggiungendo un nuovo capitolo a una cronaca politica fatta di vicende private poco decorose.Parallelamente, Del Mastro, vanto di Ines Fruncillo, pare ormai destinato a un inesorabile declino politico.
Rimane l’ambiguità di Gubitosa, il cui sostegno al ritorno dell'ex sindaco Ciampi appare incerto;
evidentemente, l'integrità morale di Ciampi rappresenta un ostacolo insormontabilee, per chi preferisce interlocutori meno affidabili ma più malleabili.
Risulta arduo interpretare eventi che sfuggono a ogni logica razionale, poiché la gestione della cosa pubblica resta ostaggio di umori passeggeri e interessi puramente personali.
RDM

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