Walter Giordano omai fuori dai giochi, incarnava perfettamente la figura del trasformista politico, capace di adattarsi a ogni schieramento — dalla sinistra al Partito Democratico fino alla destra — con una disinvoltura che ricorda la versatilità di un pneumatico quattro stagioni.
La coalizione di centrodestra, disconoscendo nei fatti il simbolo di Forza Italia per assecondare le aspirazioni di Laura Nargi, si affida a questa strategia con una convinzione che appare il preludio a una sonora sconfitta.
Angelo D'Agostino e Fulvio Martusciello, ormai irretiti dall'ex vicesindaco, sembrano ignorare le dinamiche reali, mentre le propaggini del Partito Democratico, persistevano nell'avallare un profilo il cui storico politico, è segnato da continui cambi di casacca.
Il sostegno trasversale a figure come l'imprenditore della ferrovia, alimentato da frequentazioni ambigue e difeso da osservatori che dovrebbero garantire ben altra lucidità, solleva interrogativi profondi sulla natura del consenso ad Avellino.
La questione morale si intreccia pesantemente con i conflitti d'interesse — come quello dell'imprenditoria funebre che incrocia le competenze comunali — rendendo la scelta di certi rappresentanti una sfida aperta al codice etico e alle direttive dell'ANAC.
Purtroppo, la città pare attratta da dinamiche di malaffare che, ricalcando logiche nazionali, ignorano qualsiasi rigore etico in nome dell'interesse immediato.
In questo marasma di giravolte, l'individuazione di un candidato come Nello Pizza appare, agli occhi di chi cerca una via d'uscita dal degrado, come una proposta basata su criteri di onestà e decoro.
Nonostante le elucubrazioni di chi vorrebbe fisionomie politiche più complesse, la candidatura di una figura pulita rappresenta, per una parte della cittadinanza, l'unica alternativa possibile per sottrarsi a una gestione del potere, che da tempo ha smarrito la retta via.
RDM

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