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giovedì 5 marzo 2026

Avellino: la storia resiste ai tribunali e alle sentenze..!

 


L’epilogo era scritto nelle stelle o forse nelle stanze meno illuminate del potere locale. 

Persino uno scafato e cinico come Martusciello, ha dovuto infine arrendersi all’evidenza circa l’inaffidabilità di Laura Nargi. 

La capacità del sindaco defenestrato di incarnare ogni cosa, e contemporaneamente il suo esatto opposto, non stupisce più nessuno, se non per l’ostinazione con cui viene esercitata. 

Resta tuttavia un fondo di amara meraviglia nel constatare come, tra migliaia di cittadini onesti, la scelta sia ricaduta proprio su chi ha contribuito a infangare l’immagine della comunità.

È un quadro abominevole che tuttavia non smentisce la deriva intrapresa dal capoluogo irpino. 

Avellino somiglia ormai a un palcoscenico dove la dignità e la decenza sono state bandite per far posto a una recita grottesca. 

In questo scenario l’avellinese medio sembra svanire, soffocato da una natura perversa che lo spinge a farsi eterno questuante.

Questa fame atavica di favori e piccoli privilegi lo abbacina fino a privarlo della vista, impedendogli di scorgere il baratro etico in cui la città è sprofondata.

Il declino non è dunque un accidente del destino ma il risultato di una cecità collettiva. 

Quando il tornaconto personale oscura il bene comune, figure come la Nargi diventano lo specchio fedele di una società che ha smarrito la bussola morale. 

La politica si riduce a un gioco di ombre dove le promesse valgono quanto il fumo, e la coerenza è un lusso che nessuno può più permettersi di ostentare.

RDM

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