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martedì 31 marzo 2026

Avellino: la regola non cambia, c'è chi decide e chi obbedisce..!

 

Petracca, Chieffo e Nicola Giordano..!

L'insofferenza verso il ruolo di servi sciocchi, ha raggiunto il limite di guardia nei confronti di chi si arroga il diritto di decidere per l'intera collettività. 

Nicola Giordano, nonostante le sortite fuori luogo dell'eterno insoddisfatto Vanni Chieffo, si ritrova insieme ad altri, ai margini di processi decisionali da cui la gente comune resta regolarmente esclusa. 

I soliti capibastone in pectore pretendono che venga rispettato il proprio turno, imponendo una logica del ora tocca a me, che risulta tanto vergognosa quanto degradante per le istituzioni.

Questa gestione della cosa pubblica, ridotta a una sorta di partita di bocce tra sodali, mette sistematicamente da parte l'interesse del territorio. 

Non vi è alcuna preoccupazione nel dover giustificare scelte miserabili, poiché l'unico obiettivo resta la rotazione interna delle poltrone a discapito delle reali necessità dei cittadini. 

Il meccanismo delle precedenze tra i soliti noti, prevale su ogni visione politica confermando una deriva dove il merito e il bene comune spariscono, dinanzi alle pretese di una casta locale autoreferenziale.

Una via d'uscita intelligente risiede nel coinvolgimento dei giovani, quelli rimasti lontani dalle segreterie politiche e per questo non ancora addomesticati dal sistema. 

Il recente esempio referendario avrebbe dovuto tracciare la rotta, mostrando una nuova generazione impegnata a difendere l'etica e il senso della morale, concetti ormai derubricati dall'orizzonte dei propri genitori. 

Questi ultimi, scafati e assuefatti alla logica della clientela e della politica più becera, sembrano aver smarrito ogni bussola valoriale. 

La vista di ragazzi che rivendicano principi integri, restituisce una speranza, ma solo a chi possiede ancora la sensibilità necessaria per accoglierla.

Maurizio Petracca e la sua cerchia dovrebbero finalmente fare un passo indietro, attingendo per una volta, a quella residua parte umile della coscienza che in teoria, dovrebbe appartenere a ogni essere umano. 

È tempo che le vecchie guardie abbandonino le pretese di controllo per lasciare spazio a una visione che non sia figlia del mercimonio elettorale. 

Solo il ritiro dei soliti noti potrebbe permettere a questa rinnovata spinta morale di incidere realmente sulle sorti del territorio, sottraendolo a un destino di perenne sottomissione ai mammasantissima.

RDM

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