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mercoledì 4 febbraio 2026

Avellino: la differenza fra ragione e utilitarismo diventa scuola in città..!

 

Alcide De Gasperi

Ci piace toccare corde profonde e dolenti della nostra identità nazionale, mettendo a nudo quel paradosso tutto italiano dove la complessità della norma spesso nasconde l'insidia del controllo. 

Il manicheismo di fondo della gente irpina, quella difficoltà cronica nel distinguere le sfumature tra bene e male a favore di una partigianeria viscerale, sembra trovare una conferma plastica proprio nel dibattito sulla separazione delle carriere.

L'indipendenza del pubblico ministero è l'argine che impedisce alla magistratura di diventare un braccio armato, o peggio, un ufficio amministrativo del potere esecutivo.

Mentre si vende la separazione come garanzia di imparzialità del giudice, il rischio concreto è l'isolamento del PM, che finirebbe per gravitare inevitabilmente nell'orbita del Ministero della Giustizia. 

    

Il modello internazionale dovrebbe essere da monito, guardare a sistemi dove l'azione penale è guidata dalla politica, Stati Uniti o altri partner europei, dovrebbe spaventarci, non ispirarci. 


Specialmente in un contesto dove la criminalità organizzata richiede un'autonomia investigativa totale. 


Il paradosso del sorteggio presentato come antidoto alle correnti, rischia di essere un meccanismo opaco dove la selezione di nomi vicini al governo di turno, a monte, vanifica la casualità del risultato finale, consegnando gli organi di autogoverno a una gestione di tipo governativo.

Il riferimento all'Irpinia e alla mancanza di capacità critica è un richiamo amaro alla realtà dei fatti. 

Palmiro Togliatti

Se il pensiero non trasforma l'informazione in giudizio consapevole, resta solo la subalternità a figure istrioniche e a governi che sembrano usciti da un'operetta. 

La democrazia non è solo un insieme di regole scritte, ma vive della qualità intellettuale di chi quelle regole deve abitare e difendere.

La separazione delle carriere, in questo senso, sembra essere più una risposta a vecchi rancori politici che una reale necessità di giustizia per il cittadino.

E non a caso Avellino si distinguerà per sempre per la propria incapacità di sentirsi Comunità, infatti senza personalismi e interessi del singolo, anche Alcide De Gasperi  o Palmiro Togliatti prenderebbero mai un voto.

RDM

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