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martedì 2 maggio 2017

Avellino: "siamo una squadra fortissimi"...!



Ci vuole Checco Zalone perché si possa dare un senso alla grande vittoria renziana nella provincia e in particolare ad Avellino, che nonostante le 2000 tessere in meno, non ha mancato di dare ancora una volta un segnale della propria inconsistenza.

Il partito dei lavoratori premia così, colui che ha annullato l'articolo 18 dallo statuto costato sangue e sudore, determinando per sempre la precarietà, quella contro cui si battevano.

In quest'epoca dei proclami fiorentini, ieri Poletti, quello che parla senza far funzionare il cervello oltre ad accompagnarsi con i mafiosi Buzzi e Carminati, tra un calcetto e un ben servito ai nostri ragazzi all'estero, si è esibito nel suo massimo splendore, per esaltare la legge del lavoro, il Job act (?)...!

Abbiamo perso ogni pudore, la gente applaude, e festeggia la Festa del lavoro uccidendo nuovamente, 70 anni dopo,  gli undici siciliani di Portella della Ginestra.

E Avellino si crogiola nei propri drammi, nello schifo di questi ultimi anni fotiani;

è andata a votare, mentre avrebbe avuto l'opportunità di inviare un segnale, forte, definitivo e coraggioso.

Invece no, si bea della sua volgarissima esistenza, dimentica di quanto accada, dei suoi pianti e della disperazione che pure colpì la vita di un uomo, era il giorno dell'Epifania, e si manifestò la vergogna: 

dimenticato nel gelo di mura funeste, da un assessore che non si dimise per continuare a mortificare.

Una città che ha perso ogni connotazione di rappresentanza nel panorama istituzionale, e non se ne duole, continua l'esaltazione del nulla, perdendo di vista il reale.

Non abbiamo speranza di alcun cambiamento:

quanti sono gli umani, ci chiediamo, perché ci si possa battere in quest'ordalia divina?

RDM


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