Istituto Agrario Francesco De Sanctis
chiunque faccia bene e si spenda per la città in modo corretto, con il giusto rispetto o con lungimirante attesa, deve essere annullato, nella migliore ipotesi, ignorato..!
I nostri parlamentari, anche se non sono proprio dei fulmini da guerra, avrebbero potuto dare un segno di vita dinanzi a eventi che minano le fondamenta della credibilità e dignità irpina.
Ma no, Luigi Famiglietti, quello che scambia per due regioni diverse Lucania e Basilicata durante un intervento alla Camera, o la sua collega d'inutilità Valentina Paris, sono impegnati in non sappiamo cosa.
Poi abbiamo Giancarlo Giordano, persona intelligente e anche corretta, ma ugualmente distratto o assente come i due Sibilia e D'Agostino.
Gianfranco Rotondi, lo sappiamo, si sente di Arcore, e Giuseppe De Mita, non pervenuto.
Il sindaco Foti e il presidente della Provincia, Gambacorta, i consiglieri comunali, provinciali e regionali, i cittadini e chiunque frequenti questo schifo di paese, non si appassiona ad aziende che ci vengono scippate o a poli enologici in divenire.
L'Air non ha fatto notizia nonostante il dramma occupazionale in fieri per l'intera Irpinia, e l'esclusione dal progetto per la realizzazione del Corso di Laurea in Viticoltura e Enologia, dell'antica scuola agraria Francesco De Sanctis, sono l'ultimo esempio di una vergogna tutta nostra.
Il professore universitario Luigi Moio, poi, ha già sentito odore d'affare, e come solitamente accade da noi, si entra di spighetto per mettersi di chiatto.Embè, noi miseri ignoranti incapaci, non abbiamo i neuroni necessari per utilizzare le sofisticatissime attrezzature alla stregua di Moio e forse, qualche scienziato della Nasa(!).
Per cui la proprietà dei beni che questo professore illuminato, destina allo Stato, disconoscendo ogni diritto a chi la detiene da 138 anni, in effetti pensa di esserne diventato lui stesso il gestore.
ma il tenace Dirigente dell'Agrario, ing. Pietro Caterini, difensore a ogni costo del diritto, non ci sta:
non c'è bisogno che ci porti cervelli e ricercatori, gentile professore Moio, visto che l'Istituto, conosciuto nel mondo negli ultimi cento e passa anni, ha fatto bene anche senza di lei.
E se è vero com'è vero, che sarebbe opportuno che la Federico II di Napoli trovasse un accordo con l'Istituto Agrario di Avellino, consigliere Petracca, è ancor più vero che la concertazione non possa prevedere l'esautorazione di una della parti.
RDM
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