Ormai il sindaco Foti sembra più un caso clinico che un amministratore.
Lui guarda, ma non vede;
sente, ma non ascolta: esiste...ma non vive.
Qualunque cosa accada sul territorio, non lo tange;
la gente muore, i quartieri si allagano, la Procura indaga, i bilanci non convincono, qualcuno viene arrestato e lui stesso segnato da molteplici avvisi di garanzia e qualche rinvio a giudizio, e l'immarcescibile primo cittadino...apre un'inchiesta...?
Teresa Mele, un assessore inedito, ma non per questo meno colpevole, si era recata al Mercatone, non per assistere poveri disperati menomati dalla vita e dall'orgoglio, ma per sbatterli fuori e chiudere con i lucchetti portati con sé, le serrande dei box-alloggio.
Lo squallore non era più quello di una vita infernale che nessun Angelo avrebbe mai perdonato, piuttosto la volgare inedia e la lurida assenza di un'amministratore incapace.
Panta rei, tutto scorre, raccontava Eraclito, e mai aforisma fu tanto condiviso dal sindaco e dai sui degni rappresentanti di giunta.
La gente dimentica, basta mantenere botta per qualche giorno, e la pagnotta resta lì, non incignata.
Nessuno risponde mai dei suoi errori, o almeno crede che sia così, mentre un povero disadattato, che era stato cacciato in malo modo dall'uomo tutto d'un pezzo e, particolare interessante, onesto tre volte, muore di stenti:
ah, Paolo Foti investigherà...!
Un inchiesta?
Certo che si aprirà:
omicidio colposo, sindaco dalle spalle dritte.
Ma guarda tu, l'ha appena aperta la Procura, senza manco avvertirti, e dire che siete in rapporti stretti, o no, uomo di una volta...?
Sai che c'è, signor Foti?
Forse hai tirato la corda fino a spezzarla, e chissà che finalmente, ogni nodo verrà al pettine.
RDM
Nessun commento:
Posta un commento