
Sabato scorso siamo stati invitati a pranzo all'Hostaria Manfredi nella piccola cittadina alle porte del capoluogo dove una volta sorgeva Avellino.
Ah, lontani dalla volgarità quotidiana fatta di buche e abusi d'ogni genere, che Paolo Foti ci ha regalato, ci è piaciuto sederci comodamente in un luogo decisamente elegante e accogliente, mentre il direttore Umberto Chieffo, ci ricordava che esiste anche il piacere di offrire un servizio con passione, difficile da trovare altrove.
L'ambiente ci è parso immediatamente ben studiato, e la vicinanza con il sito archeologico dell'antica Abellinum che si scorgeva dalle finestre, ha reso ancora più emozionante la permanenza.
Il Palazzo Ducale dei Caracciolo vicino al castello Truppoaldo che riuscì a rendere Atripalda autonoma rispetto all'amministrazione avellinese e la Dogana dei grani che nel XIV secolo, dopo la costruzione della Regia strada delle Puglie, sviluppò il commercio, e per la fattispecie quello del grano, danno il senso
di una dimensione importante e seria del progetto ristorativo di un imprenditoria che non ami improvvisazioni.
Saverio De Palma è stato l'artefice di raffinate scelte culinarie che hanno appagato i nostri palati;
tortellini su letto di zucca guarniti con trasparenti ostie di lardo e tartufo nero di Bagnoli, o i rigatoni alla genovese ricoperti da profumatissimo pecorino nostrano, ci hanno sorpreso per la delicata leggerezza.
Insomma Umberto Chieffo, dopo averci condotti sapientemente per mano nelle scelte che nulla hanno lasciato al caso, ci ha resi veramente felici del pomeriggio trascorso tanto piacevolmente.
Non potevamo esimerci dal ringraziarlo dedicandogli il diario del lunedì, e se credete, provate a visitare questo ristorante perfetto, non sarete delusi.
RDM
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