Il celebre sindaco sceriffo di Salerno ha dichiarato guerra a quella movida selvaggia che ha tormentato per anni i residenti del centro storico e di altri quartieri cittadini, una situazione degenerata a causa della visione distorta della gestione precedente.
Nonostante i fiumi di inchiostro versati per spiegare quanto questo caos fosse ingiusto e irrispettoso, chi si considerava padrone del divertimento pubblico ha sempre ignorato la disperazione e le proteste di anziani, malati e famiglie con bambini piccoli.
L'operazione di pulizia morale e acustica è stata battezzata con il programmatico motto Cafoni zero.
Il provvedimento mira a stroncare definitivamente la musica ad alto volume e a colpire i troppi incivili che nel cuore della notte disturbano il riposo altrui con muscia ad alto volume, vomiti, urla e schiamazzi.
La promessa delle autorità salerintane è drastica, l'intenzione dichiarata è quella di sequestrare i mezzi a motore, costringere i trasgressori a muoversi esclusivamente a piedi, e senza crare disturbo.
L'ex governatore campano non è certo un personaggio noto per le mezze misure o per le promesse a vuoto.
La speranza della cittadinanza è che anche i responsabili della sicurezza locale mantengano la parola data, riprendendo il controllo di una situazione sfuggita di mano che per troppo tempo è stata usata come fumo negli occhi durante le campagne elettorali, campagne che fortunatamente si sono concluse con il fallimento politico dei vecchi amministratori.
Una speranza finora vanificata dalle chiacchiere e dall'assenza delle Forze dell'Ordine nei luoghi topici.
Una volta rubato le porte di ferro, come dice il proverbio, servono a ben poco se non si stila un progetto per la prevenzione territoriale.
La città è stanca delle solite tavolate prefettizie dove si proclama e si intervista a favore di telecamera, come per il Comune anche le altre istituzioni sarebbe bene che smettano di trastullarsi.
Non possiamo rimanere ostaggio di qualche migliaio di ragazzotti che in nome di chissà quale diritto divino, debbano sporcare e disturbare la parte sana che paga le tasse e determina l'esistenza di un territorio fin troppo martoriato.
Abbattimo questa finta rinascita fondata su un libertinaggio feroce, molto vicino a quella forma infima filosofica del libertinismo settecentesco.
RDM
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